Jens Burmester - Head of Marketing Overkill | Latest Pickup Interview

Ciao Jens, presentati brevemente alla nostra community:

Ciao a tutti. Sono Jens, vengo originariamente da Braunschweig e vivo ora da 2 anni e mezzo a Berlino, dove lavoro nel marketing di OVERKILL. Mi si conosce anche con i nomi Brad Pitch, Gallo o DJ JNS, che del resto si pronuncia all'inglese „Jay En Ess“. Sotto quest'ultimo nome faccio anche dischi ormai da oltre 10 anni di „musica da ballo elettronica“, dall'UK garage passando per afro & tech house fino al leftfield bass e tutto quello che sta nel mezzo.
Quando ti sei occupato per la prima volta di scarpe da ginnastica e cosa ti fascina ancora oggi in esse?
La prima volta che mi sono interessato davvero consapevolmente alle scarpe da ginnastica è stata all'inizio degli anni Novanta. In quel periodo da un lato ascoltavo intensamente HipHop, ma soprattutto avevo anche iniziato a giocare a basket e ad appassionarmi all'NBA. E lì naturalmente non si poteva ignorare Michael Jordan. Il paio con cui per me è iniziato tutto è stato poi la Air Jordan 6 Infrared, che sono riuscito a strappare ai miei genitori. In fin dei conti mi serviva per giocare a basket! La 6 Carmine mi serviva poi naturalmente anche e poco dopo ho comprato da un compagno del mio anno scolastico la sua Air Jordan 5 OG nera per 70 marchi (le scarpe del resto le ho ancora tutte).
Così una cosa ha portato all'altra, ma a causa della scarsità di mezzi finanziari da adolescente tutto questo era naturalmente contenuto. All'inizio degli anni Duemila è però poi partito davvero e mi sono immerso a fondo nel tema sneaker. Del tutto classicamente come per altri collezionisti e amanti di sneaker di quel periodo, si trattava innanzitutto di ricomprare le fav della gioventù e quelle che non ci si era mai potuti permettere. Alcuni anni fa questa fascinazione è però diminuita, più o meno in contemporanea all'hype sempre più grande. Ma al più tardi da quando lavoro in OVERKILL e ogni giorno i modelli e le silhouette più recenti passano dal mio ufficio, ci sono di nuovo dentro. Cosa costituisca questa fascinazione è una buona domanda. Per me le sneaker sono sempre state una componente essenziale dell'outfit complessivo e questo ha giocato dalla mia prima gioventù un grande ruolo nella mia vita. Da quando ho 13 anni mi sono sempre mosso in subculture e lì, oltre alla musica e ai contenuti, mi ha interessato e fascinato anche appunto la moda relativa. Oltre al background culturale le sneaker mi interessano però anche come bel prodotto e nel migliore dei casi come oggetto di design. Sono possibili così tante forme, colori e materiali e decidono su top o flop. Anche storie interessanti attorno alla scarpa possono flesciarmi, finché queste non sono troppo costruite e non autentiche. Tuttavia mi interessa zero se una scarpa è hypata o no.
Quale scarpa ti sei procurato per ultima? Perché proprio questa?

Per ultimo mi sono procurato due paia dell'attuale drop Clarks Originals x Wu Wear. Da un lato amo la Clarks Wallabee. Quella è per me insieme alla Visvim FBT e alla Mephisto Rainbow la migliore „non-sneaker“ che esista. Super stylish, mega comoda e soprattutto anche con una rilevanza subculturale. Sia early UK rave scene e britpop o HipHop newyorkese degli anni Novanta, la Wallabee era uno statement. E sul tema 90s eastcoast HipHop entra poi appunto in gioco anche il Wu Tang Clan, un ulteriore fattore per cui celebro questa collab. Mi sono concesso quella blu e quella marrone. Quella beige l'ho lasciata, perché ho comunque una Wallebee bassa in una tonalità sabbia.

Se parliamo però ora di sneaker, il mio ultimo pick up è la Parra x Nike Dunk SB, che però in questo momento non ho ancora davanti a me. Non sono mai stato il tipo da Dunk (anche se ho celebrato tutte le SB Dunk nella loro fase d'oro), ma quella è semplicemente troppo nice. Dettagli curati con amore, super esecuzione e realizzazione – semplicemente una sneaker follemente bella.
A quale sneaker associ i ricordi più belli?
Uff… questa è una domanda difficile, perché nella mia vita ci sono già state molte sneaker e una gran quantità di bei ricordi. Alle prime collab di Solebox come le Purple Devils associo piuttosto molto, perché quelli erano sempre bei ritrovi della community. Shout out a questo punto alla vecchia Sneaker TV Crew!
Ma devo citare lì anche le Air Jordan già menzionate da me, perché all'epoca per me erano come un tesoro d'oro. Naturalmente ci sono stati poi anche momenti divertenti e folli. Mi ricordo ancora di un paio di Nike Air Max Light originali del 1989, che ho trovato per caso su eBay quando cercavo „Nike Air“ e sotto la descrizione dell'articolo „Nike Air indossate poco“. All'epoca esisteva ancora la possibilità delle aste anonime, dove non si potevano leggere gli username degli altri offerenti. Ho poi vinto le scarpe all'asta per 20 euro e dopo che ho presentato orgoglioso il mio colpo su Sneaker TV nel forum, un membro del forum mi ha scritto e diceva che in realtà spetterebbero a lui, perché le aveva scoperte lui prima su eBay. Assurdo! Ci è voluto davvero molto tempo prima che riuscissi a fargli capire che eBay non funziona così hahaha.
Dove conservi tutte le tue scarpe? Hai consigli per soluzioni efficienti?
Le mie scarpe sono conservate tutte – esattamente come i miei vestiti – nella mia camera da letto. Per quanto ami vestiti e sneaker, nel resto del mio appartamento non li voglio. Tuttavia arrivo lentamente ai miei limiti. Le cose sono distribuite su diversi scaffali, ma si accumulano già anche nel resto della stanza dove c'è posto. Se lì non ci fosse un letto, si presupporrebbe piuttosto un magazzino che una camera da letto. Quindi i consigli servirebbero piuttosto a me hahaha.Quale collaborazione di sneaker non esiste ancora & secondo te deve assolutamente essere realizzata?
A sensazione esiste ormai già tutto in termini di collab che si possa solo immaginare. Designer, negozi, musicisti, cartoni, serie, film, bevande… praticamente tutto è già stato fatto. E soprattutto si tratta di una valanga di collab, cosa che purtroppo annacqua un po' tutto il tema. Perché secondo me questo dovrebbe essere ancora qualcosa di particolare. Fondamentalmente vale per me però che una collab abbia senso quando da parte di tutti i lati coinvolti i punti di forza o il DNA vengono uniti in un prodotto e nasce così qualcosa di nuovo. Attualmente non c'è nemmeno una collab che desidererei. Se avesse qualcosa a che fare con la sostenibilità, sarebbe in ogni caso buono.Come Head of Marketing in Overkill hai ogni giorno a che fare con sneaker & apparel - per quale merce nuova sei più contento?
Fondamentalmente sono sempre contento quando ci arriva qualcosa che è o innovativo (sia design o anche materiale/tecnica) o quando è un modello retro fatto bene (!) che arriva nuovo sul mercato. Di quello che non sono contento è quando a un certo punto arriva la 20.000esima colourway di un modello.Jens ti ringraziamo per l'intervista! Cari saluti e ogni bene!
Credits: @dj_jns (Jens Burmester)