L'atleta Nike Kipchoge con una maratona da record

Ora è successo! Il weekend scorso un essere umano ha completato per la prima volta una maratona in un tempo inferiore alle due ore. Gli intenditori di maratona non si sorprenderanno che questa sensazione sportiva sia riuscita al kenyano Eliud Kipchoge. Del resto il detentore in carica del record mondiale era già arrivato nel 2016, nell'ambito del progetto Breaking2 lanciato da Nike, vicino al muro delle 2 ore. Allora lo aveva mancato ancora di ben 25 secondi. Sabato però è stato il momento. Sostenuto da lepri su un percorso assolutamente piatto – due motivi per cui il tempo finale non viene considerato record mondiale – Kipchoge ha raggiunto a Vienna il traguardo dopo un'ora, 59 minuti e 40 secondi.

Anteprima del nuovo modello Next%
L'atleta di Nike Kipchoge indossava la nuova scarpa da maratona Next% – un ulteriore sviluppo della VaporFly Next% disponibile già da tempo. Una novità ben visibile al primo sguardo riguarda la costruzione della midsole. Là è stata messa a nudo per la prima volta l'ammortizzazione ZoomX. La schiuma ZoomX in essa contenuta la possedevano però già anche i modelli precedenti della serie da corsa di Nike come la Pegasus Turbo 2 o la Vaporfly. Per l'upper il modello Next% più recente confida in un materiale leggero simile al Flyknit di nome „Atomknit“, che così come la suola promette una sensazione di calzata/corsa ancora migliore. Anche nella costruzione della nuova scarpa da record è confluito il feedback di Kipchoge da innumerevoli test e corse.
Kipchoge si è procurato un vantaggio con le scarpe?
Come riporta ora il rispettato quotidiano britannico „Times“, si sarebbero rivolti alla federazione mondiale di atletica IAAF circa 20 sportivi, che sostengono che Kipchoge si sarebbe procurato con le scarpe Nike indossate durante il record mondiale un vantaggio contrario al regolamento. Concretamente si tratterebbe della piastra in fibra di carbonio presente nell'intersuola. Grazie a questa sarebbero possibili sensibili miglioramenti dei tempi – si parla di fino a due minuti.Le regole della IAAF stabiliscono invece che le scarpe possano soltanto sostenere il corridore. Si tratta di sostegno e protezione per i piedi e non di procurarsi eventualmente un vantaggio scorretto e raggiungere alla fine un tempo più rapido. Alla IAAF un gruppo di lavoro si occuperà ora del tema. Si dovrà chiarire dove esattamente tracciare il confine e in che misura le tecnologie moderne aiutino forse gli atleti più di quanto consentito dal regolamento. Dall'ottica di Nike questa discussione fornisce PR gratuita. In fondo tutti gli sguardi si rivolgono improvvisamente ancora una volta sulla nuova Next%.
Per entrambe le parti è così raggiunto il prossimo traguardo. Solo l'anno scorso Kipchoge si è assicurato alla maratona di Berlino un nuovo record mondiale in un tempo di 2:01:39. Con il tempo ora corso il trentaquattrenne campione olimpico si immortala un'ulteriore volta nel libro di storia dello sport. Chi conosce l'ambizione di Kipchoge e l'expertise di Nike nell'ambito running potrà intuire che questo duo ha probabilmente già preso di mira il prossimo obiettivo.

Credits: Nike