Due parole con: Willy Iffland – giornalismo sneaker 2018

Abbiamo avuto in chiacchierata i blogger di Sneakerzimmere Holger, il caporedattore della testata cartacea Sneakers Mag. Nella terza parte della nostra serie "Due parole con" sul tema del giornalismo sneaker parliamo ora con l'influencer Willy Iffland.
Giornalismo sneaker come influencer - Willy
Willy Iffland, non ancora 30 anni, vive, dopo un breve soggiorno a Berlino, da un po' di tempo a Lipsia, si occupa con il suo team del suo blog Dressed like Machines, ma dovrebbe essere noto alla scena sneaker e streetwear locale soprattutto per gli outfit e gli styling postati regolarmente su Instagram. In questo Willy si serve di ciò che al momento gode di un hype e con quello crea sempre di nuovo attenzione mediatica. In che misura si assegnerebbe lui stesso al giornalismo sneaker e quanto sia in realtà davvero reale l'hype, ce lo ha rivelato nella chiacchierata.
Perché le sneaker? Perché lo streetwear?
Mio fratello ha sei anni più di me e a 14 anni ha già iniziato a giocare a basket, per questo ci sono cresciuto dentro molto presto e già a 16 anni ho portato le mie prime Jordan, senza però essere consapevole in quale direzione si sarebbe sviluppato tutto questo. (sorride) A un certo punto ho notato che avevo voglia di quelle cose. Di vestiti, di scarpe adatte e di quel modo di combinare tutto in modo armonico. Poi quattro anni fa ho comprato la mia Leica e ho iniziato a fare foto decenti, perché si è notato rapidamente che la gente dà valore alla qualità delle foto. In linea di principio quindi mio fratello è stato il motore per me per quanto riguarda l'urbano e la fashion. Oggi lui purtroppo è fuori, ma io tanto più dentro. (ride)
Willy Iffland su di sé: "Sono come sono"
Che cosa è particolarmente importante per te quando parli del tema? Perché credi che le persone guardino le tue immagini?
Credo che la cosa più importante per me nelle mie immagini sia che la gente noti che non mi finto. Sono come sono. Tatuato, sciocco. Guadagno bene e mi posso appunto permettere cose del genere. Naturalmente nasce anche rapidamente invidia, ma io dico poi sempre alla gente che l'invidia non è la strada. Perché se si va per quella, posso essere invidioso anche di altre 10.302.420 persone. Molte persone notano sempre da me, e questo lo trovo davvero bello, che praticamente in ogni foto sorrido e lo valutano positivamente, dato che nella scena quasi nessuno lo fa. Non capisco nemmeno queste "pose con la mano davanti alla faccia", se poi nella story ci si mostra comunque. Il senso me lo deve spiegare qualcuno. (ride)
Quale medium nell'ambito del giornalismo sneaker è al momento il più rilevante per il tuo lavoro e perché?
Chiaramente Instagram. Il blog lo gestisce un team per me, dove una volta al giorno in una riunione approvo tutto oppure no. Per il resto mi concentro al 1.000 % su Instagram. Vado a fare foto ogni giorno, le elaboro, elaboro caption e realizzo incarichi dei clienti. Tutto questo lo faccio nel mio office da casa. Una stanzetta con molte possibilità.

Ero su tutti i cartelloni e super imbarazzato
Di quale ambito tematico ti occupi più volentieri?
Chiaramente le scarpe. Trovo anche sempre di nuovo affascinante quando si parla con persone che non hanno assolutamente niente a che fare con il giornalismo sneaker o con le scarpe da ginnastica e poi si stupiscono di come si possano avere così tante scarpe. Nella mia città natale mia madre lo racconta appunto a tutti e loro ne sono super affascinati, questo mi fa davvero piacere, perché nella scena in sé non è più niente di particolare possedere 200 paia di scarpe. Lì mi si apre il cuore, quando la gente mi scrive messaggi carini, è davvero contenta e riesce ad arricchirsi con il mio content.
Il tuo progetto preferito finora?
Quella campagna Axe di due anni fa, in cui ero su cartelloni in tutta la Germania, l'Austria e la Svizzera. Quella è stata una cosa fantastica, perché tutti mi mandavano foto con il cartellone e io ero super imbarazzato.
Che consiglio hai per la gente là fuori che ha anche voglia di entrare nel giornalismo sneaker o di diventare influencer?
Occupatevi della materia, non siate precipitosi e soprattutto prendetevi tempo per imparare le cose. Molte persone che oggi entrano nella scena vorrebbero preferibilmente avere tutto in una volta. Mi ricordo ancora tempi in cui la scena delle scarpe era molto più equilibrata e non tutti (me incluso) si lasciavano guidare dall'hype. Prima portavo molte general release. Oggi purtroppo meno, questo deve cambiare. Ed è esattamente questo anche il problema dei giovani giornalisti, certamente non di tutti, ma di alcuni. Si tratta solo di hype, che cosa porta click nel contributo, quale review potrebbe diventare virale. Questo è un peccato e fa spesso semplicemente sparire nel nulla delle general release molto buone. Prendetevi tempo, sondate la scena in modo corretto, procuratevi una buona cultura generale sulla scena e poi potete parlarne.

100% Willy Iffland
Da un lato ricevi molto amore per le tue foto di outfit, dall'altro le persone ti accusano anche di alimentare solo l'hype attuale, senza avere uno stile proprio. Come lo gestisci e come ti poni rispetto a queste accuse?
Allora, che io non avrei un mio stile proprio è una totale sciocchezza. Lo sa anche chiunque mi segua davvero per convinzione. In questo game ci sono innumerevoli persone che si potrebbero elencare, che copiano evidentemente 1:1 da altri le loro pose, i fit, le caption e chissà cos'altro. Io tutto questo non lo faccio. Tutto quello che faccio viene dalla mia penna. Se prendo ispirazione da altre persone, le menziono naturalmente anche nel fit. Naturalmente faccio molto per l'hype, come già detto sopra, ma appunto me ne lascio anche contagiare e mi comprerei quelle cose anche se non avessi un canale Instagram con 91K follower. Questo per me non fa alcuna differenza. Quindi le accuse che non avrei uno stile proprio le lascio scivolare via con un sorriso, cosa che naturalmente non significa che non accetti critiche giustificate. (sorride)
Veniamo alle tue top 3 sneaker ever e top 3 sneaker attuali? Ever:
Jordan 12 Taxi, adidas Yeezy Bost 350 Turtle Dove, adidas Ultra Boost 1.0 Key City. La Jordan perché è stata la mia prima sneaker. La Yeezy perché aveva il primo design che mi ha davvero fatto cadere dalle scarpe. E la UB per funzionalità e quotidianità.
Attuali: Tom Sach Mars Yard, Air Jordan UNC Off White, Sean Wotherspoon 97/1 Hybrid.
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photos: Willy