Jumpman - i 13 fatti più avvincenti su Michael Jordan!

Michael Jordan aka Jumpman e il marchio Nike Air Jordan hanno una storia interessante. Abbiamo riunito per te i fatti più avvincenti su Michael Jordan: conosci tutti i fatti?
Michael Jordan è una leggenda non solo sul campo! Scopri tutto sul Jumpman:
Fino alla grande conquista del mondo del marchio Jordan, costruito attorno allo standing del probabilmente più grande giocatore di basket di tutti i tempi, è stata una lunga strada. E ogni lunga strada ha sempre qualche curva da prendere. Da Converse, passando per il desiderio di una sponsorizzazione adidas, fino al proprio brand!

1. Three Stripes Jordan
Si fa fatica a crederci, ma prima che Michael Jordan chiudesse il suo deal con Nike era un fan dichiarato di adidas. Oggi è insondabile credere che un marchio di abbigliamento o lifestyle avrebbe detto no a Michael Jordan. All'epoca in cui Adidas rifiutò Jordan, volevano sponsorizzare solo stelle NBA alte più di due metri. Il Jumpman era semplicemente 2 cm troppo basso... Una decisione che si sarebbe vendicata.

2. No Swoosh
Quando la Jordan II è comparsa sulla scena nel 1986, non portava il famoso Swoosh di Nike sul lato. Per la prima volta veniva pubblicata una sneaker Nike senza questa caratteristica iconica. Una mossa rischiosa. Ma anche una destinata a passare alla storia.

3. Grazie, Tinker!
Il contratto di Michael Jordan all'inizio non era davvero di importo elevato, all'epoca non si poteva ancora prevedere quanto grande e importante sarebbe diventato per Nike e per lo sport in generale. Nel 1988 doveva arrivare un prolungamento del contratto, così si sperava almeno da parte di Nike. His Airness non era invece davvero entusiasta. Solo un giovane designer di nome Tinker Hatfield e le sue idee sulla Air Jordan 3 riuscirono a convincere Michael Jordan a restare. Il resto è storia. E amicizia.

4. La storia della Concord XI
Forse Tinker avrebbe dovuto affrontarla un po' diversamente, ma retrospettivamente è stata una mossa di marketing involontaria ma fantastica: eccitato di mostrare a Michael il suo design della Jordan 11, Tinker portò un sample della scarpa appena disegnata direttamente alla partita di playoff dei Bulls nella stagione 94/95. Michael si mostrò così entusiasta che si mise subito la scarpa ai piedi cogliendo così Tinker completamente in contropiede, in fin dei conti la scarpa non era né prodotta in versione finale né approvata dai piani alti. Ma non interessava. Quando Jordan, per la gran gioia, mostrò la scarpa anche alle telecamere della TV, per la Concord XI era fatta. La release mesi più tardi fu di conseguenza attesa con ardore e contesa duramente. Sembra familiare, vero?

5. Nike x Jordan Brand
Fino alla Jordan XIII, uscita nel 1997, tutti i modelli signature di Michael Jordan uscivano sotto il brand Nike. Solo con la "He Got Game" la linea di modelli sarebbe diventata un marchio autonomo e sarebbe cresciuta oltre le scarpe della sua star e di colui che le dà il nome.

6. Statue of Jumpman
La famosa statua in bronzo di Michael Jordan, dal nome "The Spirit", è stata svelata davanti alle porte dell'United Center di Chicago il 1 novembre 1994. La statua alta 3,7 m porta ai piedi la Nike Air Jordan 9.

7. Banned
È una mossa di marketing di Nike quando nel 1985 raccontarono che la colorway nero-rossa della Air Jordan 1, meglio nota come Bred, sarebbe stata vietata dall'NBA perché i colori andavano contro i regolamenti. Questo era sì vero, ma Jordan non indossò affatto la Bred in campo fino al weekend dell'All-Star e al Dunk Contest. Quella era la Air Ship, una scarpa che, lo ammettiamo, assomiglia alla Air Jordan 1. Il resto era marketing intelligente.

8. Pizza vs. Jumpman
Il cosiddetto "Flu Game" sarebbe diventato una delle partite più importanti del Jumpman. Era la quinta partita nella serie finale dei Bulls contro gli Utah Jazz, MJ fece 38 punti, portò a casa la vittoria e per poco non svenne nelle braccia di Scottie Pippen. Ma secondo Tim Grover, il personal trainer di Michael all'epoca, non era un'influenza a mettere in pericolo la salute di Michael, bensì una pizza:
"Yes, 100 percent poisoned for (‘The Flu Game’). Everyone called it a ‘Flu Game,’ but we sat there and we were in the room, we were in Park City, Utah, up in a hotel. Room service stopped at like nine o’clock. And he got hungry, and we really couldn’t find any other place to eat so we ordered ... I said, ‘Hey, the only thing I could find is a pizza place.’ He said, ‘All right, order pizza.’ We had been there for a while, so everybody knows what hotel ... Everybody kind of knew where we were staying. So we order a pizza, they come to deliver it, five guys come to deliver this pizza ... I said, ‘I got a bad feeling about this.’ ... Out of everybody in the room, he was the only one that ate. Nobody else ... then two o’clock in the morning, I get a call to my room. I come to the room, he’s curled up in the fetal position ... Immediately I said, ‘It’s food poisoning.’ Guaranteed. Not the flu."

9. Un'ultima volta nelle OG
Michael Jordan trova mentre pulisce un paio OG della leggendaria colorway Air Jordan 1 "Chicago". E cosa fa? Nella partita contro i New York Knicks l'8 marzo 1998 decise di tirare fuori la Air Jordan 1 OG aka Chicago. È vero che nel corso degli anni i suoi piedi erano diventati un numero più grandi, ma questo non doveva trattenere il Jumpman dal fare, nella sua prima scarpa e ultima partita, 47 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 palle recuperate. G.O.A.T.

10. Jumpman Johnson
Il soprannome di Michael Jordan al liceo era "Magic". Quello però più tardi era già occupato...

11. I colori del diavolo
La prima reazione di Michael Jordan alla Air Jordan 1:
„I can’t wear that shoe, those are the Devil colors.
Michael Jordan

12. Michael Jordan dona il suo stipendio alle vittime dell'11 settembre
Nel periodo degli attentati dell'11 settembre Michael Jordan giocava nei Washington Wizards - donò tutto il suo stipendio annuale alle vittime degli attentati! I primi 100.000 dollari andarono direttamente ai bambini che avevano perso i genitori.

13. MJ non riuscì a entrare nella squadra del liceo!
Michael Jordan non ha avuto una strada facile verso l'NBA. Quando era al liceo voleva originariamente seguire le orme di suo padre e giocare a baseball. Poi si innamorò del basket. Come studente del secondo anno Jordan provò a entrare nella squadra del liceo - gli allenatori gli dissero che con i suoi 1,80 metri di allora era troppo basso.

photos: sneakernews / Sole Collector / Kaviar Kicks / United Center / Yahoo Sports / Huffington Post / sport.de